Ieri mattina è stato pubblicato il regolamento di Sanremo 2027, di cui abbiamo scritto nel dettaglio su Eurofestival News, e che – come purtroppo prevedibile – al fianco di alcune novità interessanti ha delle scelte che definire deleterie è riduttivo.
La scelta di tornare alla categoria unica, con il vincitore di Sanremo Giovani che si unisce ai 23 bi, per un totale di 24 artisti in gara, come anche l’introduzione per la prima volta di un voto online al fianco del tradizionale televoto, sono scelte lodevoli.
Il problema nasce però quando, insieme a queste due novità, troviamo una Serata Performance che già nelle regole specifiche dell’edizione e della singola serata trova le sue numerose contraddizioni.
La Serata Eurovision a Sanremo 2027 è realtà: un errore evitabile e insensato
La conferma l’ha data direttamente Stefano De Martino alla presentazione dei palinsesti Rai ad Ancona. Il regolamento del Festival non è ancora pubblico ma se da un lato c’è l’ottima notizia – anche se scontata – della conferma della partecipazione all’
Andiamo con ordine. La durata massima dei brani è fissata a 3:30 (3 minuti e 30 secondi) per tutte le serate – eccezione fatta per le cover –, quindi anche la serata che sceglierà il rappresentante italiano per l’Eurovision 2027 a Burgas rischierà di dover tagliare la canzone. Sì perché, lo ricordiamo, l’Eurovision Song Contest ha un regolamento che prevede una durata massima di 3 minuti per i brani in gara.
Il regolamento della serata inoltre non prevede alcun tipo di limitazione per numero di persone sul palco, rappresentazioni di contenuti a carattere religioso o politico, presenza di animali sul palco – tutte regole su cui EBU impone dei paletti a dir poco rigidi – e che naturalmente renderanno le performance messe in scena al venerdì non vincolanti. O forse sì, non è dato saperlo visto che in conferenza stampa contestualmente alla pubblicazione del regolamento non sono arrivati chiarimenti in materia.
A votare in questa serata saranno due componenti: la Giuria Popolare – il pubblico attraverso televoto e voto online – con un peso del 50% e, per il restante 50%, la Giuria Internazionale di Esperti, composta da figure di particolare rilievo professionale internazionale nel settore della musica e dello spettacolo, individuate internamente dalla Rai. In parole povere se siamo fortunati in giuria troveremo qualche collega che l’Eurovision lo conosce meglio delle sue tasche – Emanuele Lombardini, Eddy Anselmi, Marta Cagnola, Ruben Trasatti e Davide Maistrello in primis, inserisco anche il sottoscritto per una mera questione di esperienza in ambito eurovisivo – insieme all’inossidabile William Lee Adams, fondatore di Wiwibloggs, ma non è esclusa la presenza dei soliti noti membri della Sacra Elite della Carta Stampata – per rubare la denominazione che aveva dato loro il collega Jacopo Tomatis – noti presenzialisti televisivi che, per dare idea del loro noto interesse per la rassegna, durante il Jury Show della finale dell’Eurovision 2026 preferirono andare a cena al ristorante piuttosto che seguire la prova insieme a chi vi scrive e agli inossidabili Emanuele Lombardini e Ruben Trasatti, a cui poi si sono aggiunti Marta Cagnola, Cristiana Mariani, Rosy Della Ragione e Nico Donvito.
Le due giurie saranno chiamate a votare le performance, non le canzoni (evidentemente ESC è l’acronimo di Eurovision Performance Contest), come se la messa in scena all’Eurovision fosse tutto e non avessero mai vinto power ballad con staging scarno, come “Amar Pelos Dois” di Salvador Sobral nel 2017 e “Arcade” di Duncan Laurence nel 2019. Tra l’altro il regolamento specifica che i costi degli eventuali oggetti di scena e strumenti necessari alla realizzazione delle performance saranno a carico esclusivo delle etichette discografiche, rischiando di creare una sostanziale disparità tra artisti sotto contratto con le major, artisti affermati che pubblicano attraverso etichette indipendenti e artisti meno affermati, magari al debutto sul palco dell’Ariston, per di più sotto contratto con etichette indipendenti.
Il colpo di teatro del regolamento però arriva dopo, con l’immancabile clausola sull’Eurovision Song Contest, che credo sia il caso di riportare testualmente:
L’Artista vincitore della Serata Performance (la Quarta Serata) sarà designato da Rai a rappresentare l’Italia all’edizione 2027 dell’Eurovision Song Contest (ESC). L’effettiva partecipazione all’ESC è comunque subordinata all’ammissione da parte di EBU - European Broadcasting Union, sulla base dei criteri indicati nelle Rules (disponibili per estratto sul sito web https://eurovision.tv/about/rules e separatamente trasmesse agli Artisti), tra cui anche quelli relativi ai testi delle canzoni. Gli Artisti interessati alla partecipazione all’ESC e le rispettive Case discografiche saranno tenuti a consegnare preventivamente a Rai – nelle tempistiche che saranno da quest’ultima indicate sulla base delle esigenze produttive della manifestazione – il modulo di accettazione alla partecipazione alla predetta manifestazione, fornito da Rai, debitamente firmato. La sottoscrizione del modulo comporterà l’accettazione e l’impegno al rispetto sia delle previsioni contenute nel Code of Conduct sia delle indicazioni del Capo Delegazione adottate in base al Duty of Care Guidance (entrambi i citati documenti consultabili sul sito web https://eurovision.tv/about/rules/), manlevando Rai da ogni eventuale danno che dovesse derivare dal loro mancato rispetto. Nel caso in cui EBU non ammetta la partecipazione all’ESC dell’Artista vincitore della Serata Performance (la Quarta Serata del Festival), ovvero qualora l’Artista stesso non consegni il modulo di accettazione alla partecipazione nei tempi indicati, Rai designerà il rappresentante l’Italia [sic] all’ESC secondo l’ordine della classifica finale della Quarta Serata, senza che il suddetto Artista o la sua Casa discografica abbiano nulla a pretendere.
TL;DR: l’unica cosa che questa sgangherata scelta avrebbe potuto risolvere nei fatti non l’ha risolta. Il fantomatico modulo di accettazione dell’Eurovision, oggetto della domanda che chi vi scrive – sempre insieme agli inossidabili Ruben Trasatti ed Eddy Anselmi – pone sistematicamente in ogni singola edizione del Festival di Sanremo, rimane lì e nessuno sembra voler in qualche modo provare a far sì che gli artisti siano finalmente consapevoli che, adesso sì, Sanremo è una selezione nazionale per l’ESC, quindi se vinci in questo caso la Serata Performance ma fino allo scorso anno – e si spera possa essere così anche dal 2028 – l’intero Festival, non c’è tour sold-out che tenga: devi andare all’Eurovision.
Perché non possiamo dimenticare cosa accadde nel 2025, quando la deadline era fissata alle ore 12 del sabato, giorno della finale, ma il vincitore Olly in conferenza stampa si lasciò scappare un “Devo pensarci”, a cui seguì la “gentile concessione” del vicedirettore Intrattenimento Prime Time Claudio Fasulo, che concesse al vincitore altri 7 giorni per rifiutare (visto che poi a rappresentare l’Italia a Basilea fu Lucio Corsi, che tra l'altro ci regalò un eccellente quinto posto).
Questo regolamento riesce in un’impresa che a nessun direttore artistico era mai riuscita prima d’ora: risolve problemi inesistenti cambiando qualcosa che funzionava perfettamente, ma l’unico elemento che effettivamente aveva bisogno di essere cambiato è rimasto tale e quale a prima. A questo punto la domanda sorge spontanea: non era forse il caso di lasciare ogni cosa al suo posto ed evitare un simil pasticcio?
Naturalmente spero di essere smentito dai fatti e che dunque questo regolamento possa portare all’Italia l’ennesima Top 10, perché no anche Top 5 o addirittura una quarta vittoria all’Eurovision Song Contest, che nella sua edizione 2027 sarà ospitato a Burgas. Fin quando però Sanremo 2027 rimarrà soltanto un regolamento nero su bianco, i dubbi rimangono e francamente sarà molto difficile fugarli.



