La categoria unica a Sanremo 2027 è l'unica scelta sensata, ma Sanremo Giovani 2026 è un colabrodo
Nell'attesa che il regolamento completo veda la luce venerdì 7, analizziamo quanto la Rai ha annunciato su Sanremo Giovani 2026, la vera anticamera del Festival di Sanremo 2027
La premessa d’obbligo è sempre una: Sanremo Giovani, allo stato attuale, non ha senso. O meglio, ha senso solo come piattaforma per la scoperta di artisti emergenti – peccato che di emergenti veri nelle ultime due edizioni ne abbiamo avuti pochi – proprio attraverso quello che in Italia è l’evento musicale più importante.
Il marchio Sanremo non basta da solo
Il problema però è che non basta usare il marchio Sanremo per dare automaticamente appeal a un prodotto editoriale, a maggior ragione se la promozione, stando a quanto si legge nel comunicato stampa Rai – di cui abbiamo dato conto su Eurofestival News – diramato poc’anzi, è pressoché nulla.
Perché sì, sei prime serate su Rai 1 in cui saranno ospiti i sei finalisti – invitati a esibirsi uno per serata – sono praticamente il nulla se poi consideriamo che di questi sei artisti, tre provenienti da Sanremo Giovani e tre da Area Sanremo, sarà uno solo l’artista vincitore che, dunque, si unirà alla categoria Campioni – a questo punto categoria unica – del Festival di Sanremo 2027.
Ne rimarrà soltanto uno
La scelta di mandare in gara con i “grandi” il vincitore di Sanremo Giovani ha già dato i suoi frutti in passato, nel 2019 per esempio con Mahmood che – dopo la vittoria a Sanremo Giovani 2018 con “Gioventù bruciata” – trionfò sul palco dell’Ariston con “Soldi”, ottenendo anche lo stesso anno uno storico secondo posto all’Eurovision Song Contest a Tel Aviv.
Tolto il vincitore, però, degli altri 5 finalisti non rimarrà nulla. D’altronde già era un problema la collocazione della fase cosiddetta talent, condotta nel 2024 da Alessandro Cattelan e nel 2025 da Gianluca Gazzoli, in entrambi i casi registrata e trasmessa settimanalmente su Rai 2 in seconda serata, visti gli ascolti poco lusinghieri. Ma invece di ricollocare e valorizzare un programma che non dovrebbe inseguire gli ascolti, bensì promuovere artisti – sulla carta, poi ci arriviamo – emergenti, si pensa bene di cancellarlo direttamente perché comunque i 6 finalisti di Sanremo Giovani avranno una visibilità in prima serata su Rai 1 all’interno di un programma non meglio precisato che, però, non garantisce loro lo stesso spazio di cui avrebbero potuto godere per farsi conoscere dal pubblico.
Emergenti già emersi
Che poi spesso questi artisti non abbiano bisogno di enorme visibilità, visto che spesso e volentieri sono già emersi, è un altro paio di maniche. Basti pensare alle Nuove Proposte delle edizioni 2025 e 2026 di Sanremo:
Nel 2025 a vincere le Nuove Proposte fu Settembre (X Factor), davanti ad Alex Wyse (Amici), Maria Tomba (X Factor) e Vale LP & Lil Jolie (X Factor e Amici).
Quest’anno invece la vittoria è andata a Nicolò Filippucci (Amici), che ha battuto Angelica Bove (X Factor), Mazzariello (in attività dal 2020 e già noto dopo un Primo Maggio e Sanremo Giovani 2024) e il trio composto da Blind (X Factor), El Ma (X Factor) e Soniko (Premio Lunezia 2019).
Il problema non è la provenienza dai talent, sia chiaro, anzi sarebbe stupido considerare la strada del talent un problema ai fini di un percorso artistico. Rimane però il fatto che, se un artista arriva in finale a X Factor o ad Amici, se il pubblico lo conosce, ascolta la sua musica, partecipa ai suoi firmacopie e lo ascolta dal vivo, allora la direzione artistica dovrebbe valutare di inserirlo direttamente tra i Big, lasciando lo scoglio di Sanremo Giovani a chi magari ha bisogno di farsi conoscere meglio ed è emergente per davvero.
Ecco dunque che la categoria unica, finora l’unica scelta sensata di questa direzione artistica, che non costituisce un’innovazione – l’avevano già sperimentata Claudio Baglioni nel 2019 e Amadeus dal 2022 al 2024 –, offre a un singolo artista la possibilità di affacciarsi per davvero al mercato discografico e di confrontarsi con artisti sulla carta più esperti e navigati. Rimane però il problema di ciò che viene prima, ed è lì che si vede il vero colabrodo di questo Sanremo Giovani 2026.
La Serata Eurovision a Sanremo 2027 è realtà: un errore evitabile e insensato
La conferma l’ha data direttamente Stefano De Martino alla presentazione dei palinsesti Rai ad Ancona. Il regolamento del Festival non è ancora pubblico ma se da un lato c’è l’ottima notizia – anche se scontata – della conferma della partecipazione all’
Perché un concorso dedicato agli emergenti non può limitarsi a selezionare un solo nome, lasciando agli altri cinque un’esibizione isolata e poco altro, né può continuare a essere popolato quasi esclusivamente da artisti che il grande pubblico ha già conosciuto altrove. E forse sarebbe il caso che una televisione di servizio pubblico come la Rai si impegnasse a valorizzare gli artisti emergenti italiani che, in una discografia sempre più satura, rischiano di non avere spazio e di non emergere mai.



