Supernova 2027 fa quello che Sanremo non può fare
L'annuncio della prima edizione del concorso fuori da uno studio televisivo fa capire quanto per LSM sia importante far crescere la propria selezione nazionale anche fuori dalla Lettonia
Supernova 2027 sarà alla Xiaomi Arena di Riga, un palazzetto da 14500 posti che per la prima volta ospiterà la selezione nazionale della Lettonia per Eurovision 2027. Già questa singola notizia, di cui poco fa ho dato conto su Eurofestival News, dovrebbe far capire la portata del passo avanti fatto da LSM, la TV di Stato lettone.
Il nuovo format, studiato per l’occasione, condenserà la selezione in una singola serata. Senza le semifinali e con la gara condensata in un sabato sera, il 6 febbraio per l’esattezza, a scegliere chi rappresenterà la Lettonia all’Eurovision 2027 saranno sia il pubblico attraverso il televoto sia una giuria internazionale, che manderanno tre canzoni in una “superfinale” che vedrà i punteggi azzerarsi, gli artisti riesibirsi e il pubblico votare – questa volta senza giuria – per decretare il vincitore.
Il punto però, al di là del format scelto che calza a pennello vista la nuova destinazione di Supernova 2027, è che con questa scelta la televisione di Stato lettone fa capire due cose sostanzialmente fondamentali in un evento come l’Eurovision Song Contest e in tutte le selezioni che lo precedono.
Non aver paura della dimensione internazionale
Già, perché un palazzetto da 14500 posti come la Xiaomi Arena di Riga inevitabilmente offre quella dimensione internazionale che uno studio televisivo – esattamente come un teatro di provincia da circa 2000 posti – non ha nemmeno la pretesa di simulare. La prima volta di un’arena indoor per l’Eurovision Song Contest è stata nel 1983, alla Rudi-Sedlmayer-Halle di Monaco di Baviera, ma la pietra miliare per il nuovo standard l’ha rappresentata la Avicii Arena di Stoccolma, che ha ospitato il concorso nel 2000.
Quello che dunque la Lettonia sta facendo, analogamente a quanto fatto dall’Albania con il Festivali i Kenges che dal 1989 è ospitato ininterrottamente – con l’unica eccezione del 2020 a causa della pandemia da Covid-19 – al Palazzo dei Congressi di Tirana, non è una megalomania della televisione ma un adattamento ai tempi che cambiano, a una nuova televisione che prende piede e a un nuovo modo di mettere in scena la musica, che inevitabilmente ha bisogno di nuovi spazi.
Partire già pronti per il grande palcoscenico dell’Eurovision
Come detto poc’anzi l’Eurovision Song Contest si svolge in pianta stabile nelle grandi arene dal 2000, con rarissime eccezioni che comunque hanno portato l’evento in venue di grandi dimensioni – vedasi le edizioni 2001 a Copenhagen e 2011 a Düsseldorf che si sono svolte in stadi o l’edizione 2014, sempre a Copenhagen, che ha avuto luogo un un ex cantiere navale – e ciò naturalmente offre sia agli artisti sia all’evento stesso una dimensione internazionale.
Partecipare a una selezione nazionale offre agli artisti il vantaggio di aver già preso parte a un evento che li metta in competizione con altri colleghi davanti a un pubblico votante. Con un’arena come venue il vantaggio è duplice in quanto, al netto del differente design del palco e delle scelte di regia differenti, l’artista può veramente avere un assaggio di quello che poi potrebbe incontrare all’Eurovision Song Contest, su quello che è il palcoscenico internazionale per antonomasia.
Sanremo non può – o non vuole – aprirsi alla dimensione internazionale
Sanremo è Sanremo, e lo sappiamo bene, ma il Comune di Sanremo non ha una struttura in grado di ospitare il Festival della Canzone Italiana. O meglio, a parte il Teatro Ariston, non ha una struttura che possa adattare l’evento agli standard televisivi e produttivi internazionali nel 2027.
Come scritto in precedenza, quando parliamo dell’Ariston parliamo di quello che rappresenta un vero e proprio case study per tutti i broadcaster internazionali – un teatro di provincia da circa 2000 posti che viene adattato a studio televisivo e ospita il più importante evento televisivo della Rai, la TV di Stato italiana – ma non una location adatta anche a sperimentare le più recenti innovazioni dal punto di vista tecnologico.
Basti pensare che Sennheiser, l’azienda tedesca leader ed eccellenza globale nell'ingegneria acustica che ha fornito l’impianto audio per l’Eurovision 2026, ha sperimentato in Italia il sistema Spectera – che combina Microfoni e IEM in unica soluzione completamente digitale, utilizzato per la prima volta proprio a Vienna – non in Rai o a Sanremo, dove sembra naturale farlo ma in Mediaset, nello specifico a Io Canto Generation.
L’occasione mancata per rispettare la tradizione
Con il rischio di perdere la concessione da parte del Comune di Sanremo per l’utilizzo del marchio “Festival della Canzone Italiana” e per l’organizzazione del Festival a Sanremo, la Rai ha valutato altre potenziali location – tra cui la Inalpi Arena di Torino, sede dell’Eurovision 2022, e l’Unipol Dome di Milano – come possibili sedi per l’evento televisivo e musicale più importante d’Italia.
Parliamo di occasione mancata perché, senza Sanremo, la Rai avrebbe avuto finalmente l’occasione – volente o nolente – di portare il Festival alla dimensione che meriterebbe e che di fatto permetterebbe all’evento di fare quel salto di qualità che persino l’introduzione di CuePilot, di scenografie sempre più avanzate tecnologicamente e delle riprese con spidercam e flycam non sono state in grado, visti i limiti oggettivi imposti dal Teatro Ariston, di garantire.
L’edizione 2027 del Festival di Sanremo, con l’introduzione della Serata Performance, potrebbe rappresentare di fatto uno spartiacque nella storia dell’evento.
La Serata Eurovision a Sanremo 2027 è realtà: un errore evitabile e insensato
La conferma l’ha data direttamente Stefano De Martino alla presentazione dei palinsesti Rai ad Ancona. Il regolamento del Festival non è ancora pubblico ma se da un lato c’è l’ottima notizia – anche se scontata – della conferma della partecipazione all’
Anche se in chi vi scrive l’opinione rimane invariata – la serata Eurovision rimane un errore grossolano da cui sarebbe opportuno tornare indietro quanto prima – l’unico vantaggio che avrà il venerdì sarà quello di mettere in evidenza, grazie a performance ancora più curate e che sfrutteranno al massimo il potenziale della scena, tutti i limiti di una location, il Teatro Ariston, che al giorno d’oggi non è più adatto a un evento come il Festival di Sanremo. E a quel punto non sarà più possibile confondere il rispetto della tradizione con la rinuncia a evolversi.



